La testimonianza al Premio Ischia nel 1998

Quattro anni fa moriva un grande giornalista Pietro Calabresi

Calabresi sul Premio Ischia:"I premiati sono votati dai colleghi, e conoscendo la categoria arrivare primi non ├Ę un gioco da ragazzi."

La più bella vacanza della mia vita l'ho passata sulla “Rondine”, la barca di 24 metri di Pietro Ferrandino, valoroso comandante ischitano. Era l'estate del 1991, la prima volta che vedevo l'isola. Ci sono tornato nell'estate del 1999, la sera del 17 luglio, per essere incoronato “re per una notte della carta stampata”. Insieme a mia moglie Barbara e mia figlia Costanza, che si ostina a voler continuare la tradizione giornalistica della famiglia. Una serata indimenticabile, per molti motivi. Il Premio Ischia non è uguale a tutti gli altri. I premiati sono votati dai colleghi, e conoscendo la categoria arrivare primi non è un gioco da ragazzi. E' il più importante riconoscimento giornalistico per un direttore (l'altro grande premio italiano, il Saint Vincent, per statuto non può essere vinto da un direttore). Ti iscrive di diritto nell'albo dei professionisti più prestigiosi. E, cosa che non guasta, è un premio che porta fortuna. Quella notte del 17 luglio di fine secolo, ho capito due o tre cose essenziali che mi hanno fatto prendere alcune decisioni importanti. Di cui non mi sono pentito e che mi hanno portato bene. Grazie, Ischia.

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